C’è vita oltre la Terra? Parte sfida senza precedenti


C’è vita nell’universo oltre la Terra? La domanda delle domande della scienza contemporanea resta inevasa, ma la sfida per trovare una risposta potrebbe essere a un punto di svolta. Un progetto di ricerca senza precedenti per ambizione e ampiezza – aperto e multinazionale – e’ stato lanciato a Londra, nella sede della prestigiosa Royal Society, su impulso di Yuri Milner, un miliardario russo, visionario quanto pratico, che ha messo sul piatto 100 milioni di dollari per i prossimi 10 anni, allineando al suo fianco alcuni dei fisici e degli astronomi più illustri del pianeta: da Stephen Hawkinga Martin Rees (che ne sarà il coordinatore), da Frank Drake a Geoff Marcy.

L’iniziativa e’ stata ribattezzata Breakthrough Listen e prevede piena trasparenza e interscambio globale dei dati, l’uso di due dei più potenti telescopi al mondo (il Green Bank Telescope, in West Virginia, Usa, e il Parkes Telescope, in Australia), di software ultramoderni e di una piattaforma informatica per l’elaborazione degli elementi raccolti – quella dell’universita’ californiana di Berkeley – che, con i suoi 9 milioni di contributori volontari in giro per il mondo, costituisce il più grande supercomputer in circolazione. Milner è un ‘oligarca’ moscovita, fisico di formazione, che ha investito somme ingenti nella Silicon Valley americana ma anche creato aziende hi-tech di successo in Russia. E la sue iniziative filantropiche sono numerose – anche in partnership con Mark Zuckerberg, Sergey Brin o Jack Ma – soprattutto a sostegno della scienza. Illustrando il progetto Breakthrough Listen, ha indicato nella ricerca di forme di vita extraterrestri, e magari di civilizzazioni aliene, uno dei traguardi degli scienziati del XXI secolo. Cosi’ come la corsa allo spazio – dal primo uomo in orbita alla conquista della Luna – e’ stata una grande avventura del XX. Un’avventura che lo ha segnato quasi come un destino, ha aggiunto, sottolineando come i suoi genitori lo abbiano chiamato Yuri proprio in onore di Yuri Gagarin, il primo cosmonauta della storia dell’umanità. Il progetto è annunciato come 50 volte più sensibile di quelli condotti finora con lo stesso obiettivo. Coprirà una porzione di volta celeste 10 volte maggiore di quanto non si sia fatto in passato, controllerà uno spettro di frequenze radio 5 volte più grande e a una velocità 100 volte superiore.

Hawking, il grande studioso costretto a comunicare attraverso un computer da una sedia ha rotelle, ha dato la sua benedizione. “E’ un’iniziativa cruciale”, ha detto, ribadendo di considerare “probabile” l’esistenza della vita altrove in “un’universo infinito”. Quanto all’ipotesi di altre “forme di vita intelligenti”, si e’ peraltro mostrato prudente: “Potrebbero esserci o non esserci. Se con questo progetto non raccoglieremo segnali, non potremo comunque concludere che siamo soli. Ma potremo dire che la possibilità che esistano vite extraterrestri si sarà assottigliata”.

L’idea è quella di creare un’enorme e sensibilissima rete di ascolto. In totale potranno essere ascoltate “10 miliardi di radiofrequenze simultaneamente”, ha chiarito il professor Drake, pioniere con lo scomparso Carl Sagan di questa sfida, che non ha mancato di citare l’italiano Guglielmo Marconi e il serbo Nikola Tesla come due precursori. Non sono previste invece trasmissioni terrestri verso lo spazio. Sarebbe inutile (un’ipotetica risposta richiederebbe troppo tempo), ha spiegato Drake con un sorriso, “e poi non vogliamo alimentare ansie”.