Strage a Charleston, il killer confessa: voleva scatenare «guerra razziale»

Dylann Roof ha pensato di essere un ribelle sudista. È stato lui a sparare, ha confessato agli inquirenti. Motivando la strage così: voleva scatenare «una guerra razziale». Un guerrigliero irriducibile, convinto che l’America sia finita in mano ai «neri», quelli che «stuprano le nostre donne». Idee estreme in una testa a volte annebbiata dalla droga. Sin dai tempi del liceo , come raccontano gli amici della scuola. «Era un po’ strano, si imbottiva di roba e faceva battute razziste – hanno ricordato -, solo che pensavamo fosse solo uno scherzo». Invece dallo scherzo è passato ai fatti attaccando la chiesa di Charleston dove ha ucciso, mercoledì notte, 9 persone. Un assalto pianificato, pare, da sei mesi e reso possibile dalla pistola calibro 45 comprata – secondo la polizia – da lui stesso in un negozio della città. In una prima versione si era detto che fosse stato un regalo del padre.

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