Che cosa succede al fisico degli astronauti dopo sette mesi nello Spazio – Video


Vivere sette mesi senza la forza di gravità ha molte conseguenze negative su noi terrestri, non a caso la partecipazione a una missione richiede anni di preparazione. Come Samantha Cristoforetti ha fatto vedere attraverso i suoi video durante la missione Futura, nello Spazio tutto è diverso, dall’alimentazione al modo di lavarsi.

Quando tornano sulla terra gli astronauti non riescono a muoversi bene perché i loro muscoli si sono indeboliti. Anche se nella navicella hanno continuato a svolgere attività fisica, farla senza la forza di gravità di fatto porta a un dimezzamento della potenza fisica.

Altro problema grave che non può essere completamente risolto con gli integratori è la riduzione della densità delle ossa: si parla di una diminuzione dell’1-2% per ogni mese passato nello Spazio. Non essendoci la gravità, infatti, le ossa non subiscono il peso del corpo e quindi non si rigenerano. Gli astronauti devono dunque prendere dei farmaci contro l’osteoporosi, cercare di fare ginnastica e sottoporsi a un periodo di riabilitazione appena rientrati sulla Terra.

Anche parlare non è facilissimo, perché dopo mesi senza gravità anche la lingua e le labbra sembrano pesanti e i movimenti che servono per articolare il linguaggio non sono più spontanei come prima di partire.

Le conseguenze si avvertono anche sulla vista, perché senza la gravità il nervo ottimo si gonfia e schiaccia i bulbi oculari, in pratica è come essere affetti presbiopia e si possono anche vedere delle macchie.

Trascorrere sei mesi nello Spazio, inoltre, può velocizzare l’invecchiamento, perché dal punto di vista psico-fisico è come se fossero passati dieci anni!

Insomma, appena rientrati sulla Terra gli astronauti devono passare per un vero e proprio percorso di riabilitazione (lo svolgono a Houston presso il centro spaziale della NASA), devono rafforzare ossa e muscoli prima di tutto, per riuscire a camminare di nuovo normalmente, non avere più problemi di equilibrio e prendere gli oggetti senza difficoltà (cosa che appena atterrati non riescono a fare), poi devono riabituarsi al cibo e alle bevande terrestri, recuperare pienamente la vista e rafforzare anche il sistema immunitario.

Per le prime tre settimane non possono guidare e devono anche limitare i contatti con gli altri esseri viventi perché sono sensibili a germi e batteri e potrebbero ammalarsi facilmente, inoltre devono stare sotto controllo per verificare che non abbiano subito danni a causa dell’esposizione alle radiazioni spaziali e che non manifestino problemi psicologici.