Sapete perchè Fabio e Mingo sono esonerati da “Striscia la Notizia”?


La sospensione dei due inviati di “Striscia la Notizia” potrebbe essere legata alla vicenda di un servizio andato in onda il 13 Aprile 2015 con il titolo “OK IL PREZZO E’ TRIPLO”.

Claudio D’Amario ha rilasciato un’intervista a Il Centro (edizione Pescara), nella quale ha palesato la volontà di denunciare per calunnia e diffamazione il noto tg satirico, adducendo queste motivazioni:

“Io non mi lascio intimidire né dalle giornalate né dai programmi di ballerine e canzonette. Però, sono basito del fatto che una testata con 8 milioni di telespettatori, seppur satirica, manipoli le informazioni. Striscia la notizia ha mandato in onda immagini di un capannone abbandonato e cadente, ma noi non compriamo supermercati in disuso. Il servizio trasmesso è stato un’offesa per la Asl e anche per me […] Io sono stato al gioco perché so come funziona l’informazione. Avrei potuto negare l’incontro perché ero impegnato a lavorare, invece, per quasi mezz’ora ho spiegato agli inviati le motivazioni dell’operazione di acquisto, a partire dalla necessità di abbattere il costo degli affitti, ma la realtà dei fatti è stata deformata e, pertanto, denunceremo Striscia la notizia per calunnia e diffamazione, chiederemo il sequestro della puntata e il risarcimento dei danni subiti dalla Asl e anche da me stesso: sono stato dipinto come un imbroglione o un cretino e, a causa di questo servizio, la mia carriera potrebbe risentirne con possibilità precluse. Stiamo valutando quale è la procura di competenza, Milano, Roma o Pescara, poi, presenteremo la querela.”

Il quotidiano online ha tenuto anche a precisare che Striscia la notizia sarebbe caduta in un clamoroso errore: il tg di Antonio Ricci, infatti, avrebbe mostrato le immagini di un supermercato chiuso e fatiscente, mentre il vero immobile acquistato dalla Asl di Pescara si troverebbe invece alle sue spalle. D’Amario ha inoltre smentito quanto riportato da Mingo nel servizio “Ok il prezzo è triplo”, in merito al disappunto della Regione Abruzzo sull’acquisto di suddetto immobile: “Poi, è stato prospettato che la Regione fosse contraria e invece non è andata così: la Regione non ha fatto altro che chiederci se l’operazione rientrava nella programmazione che ci era stata richiesta. Noi abbiamo risposto di sì e spiegato da dove sarebbero arrivati i fondi, attinti a disponibilità risalenti al 2005: se non avessimo speso quel finanziamento, lo Stato se lo sarebbe ripreso. E con quei fondi non si sarebbe potuto fare altro che un investimento in termini di sviluppo, infrastrutture e tecnologie. I 4 milioni di euro destinati ai lavori per l’immobile di via Rigopiano non serviranno a rifare i mattoni ma per contenimento energetico, cablaggio e innovazioni tecnologiche e arredamento. E poi la Asl ha piena autonomia nel decidere gli investimenti rapportando costi e benefici“.