Spari in Tribunale a Milano: uccisi il giudice Ciampi e l’avvocato Claris Appiani


Tre persone sono rimaste uccise in una sparatoria avvenuta nel palazzo di giustizia di Milano. Alcune persone sono rimaste ferite. E dopo una breve fuga, l’assassino è stato catturato dai carabinieri, come conferma, tramite Twitter, Angelino Alfano.

Una delle due vittime della sparatoria è il giudice della Seconda sezione civile fallimentare, Fernando Ciampi, che è stato ucciso nella sua stanza. A riferirlo è stato il procuratore della Corte d’Appello Giovanni Canzio. La seconda persona uccisa è l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, 37 anni.

A sparare durante la sua udienza è stato un imputato per bancarotta fraudolenta per il crac del gruppo Eutelia-Agile.  Il suo nome è Claudio Giardiello, 57 anni, che, dopo essersi barricato all’interno del Palazzo, ancora armato, è riuscito a fuggire dalla cittadella giudiziaria in moto prima di essere arrestato dai carabinieri a Vimercate in Brianza.

Pare che Giardiello durante il dibattimento, appresa la notizia che il proprio difensore stava per rinunciare al mandato, abbia estratto la pistola e abbia iniziato a sparare, dandosi poi alla fuga per i corridoi del Palazzo di Giustizia e in moto, prima di essere rintracciato e arrestato a Vimercate.

Una delle persone ferite, in condizioni disperate, è stata portata a quanto si è appreso al Policlinico di via Francesco Sforza, vicinissimo a Palazzo di Giustizia. Al momento è in sala operatoria. ”Non vi preoccupate, sto bene”: è quanto ha detto a chi lo ha contattato al telefono Stefano Verna, dottore commercialista dello studio Verna, ferito a una coscia nell’aula del palazzo di giustizia dove era presente in qualità di testimone. Giardiello era stato infatti cliente dello studio Verna.

Gli spari sono stati sentiti da numerose persone presenti ed è scattato l’allarme. Il Palazzo di giustizia è attualmente blindato ed è stato evacuato, ma è stato permesso soltanto alle donne di uscire. Sul posto è arrivato anche il capo della squadra mobile di Milano, Alessandro Giuliano. Al terzo piano dell’edificio, dove si teneva il dibattimento della tragedia, numerosi agenti delle forze dell’ordine e militari dei Carabinieri stano presidiando l’area dove è avvenuta la sparatoria. In azione anche i cani dei reparti cinofili della polizia.Il 118 è già intervenuto per prelevare i feriti.

“Ho sentito degli spari e ho visto un uomo con una gamba insanguinata, ho avuto paura e sono scappato”: ha raccontato un testimone, che si trovava nel palazzo di giustizia di Milano quando è avvenuta la sparatoria. Diverse persone hanno sentito il rumore degli spari e sono fuggite dai corridoi e si sono dirette verso l’uscite dell’edificio.

Resta da capire come sia stato possibile che Giardiello sia riuscito a portare un’arma all’interno del Palazzo di Giustizia. ”Non sappiamo ancora niente”. Così il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto dettagli sulla sparatoria nell’aula del tribunale milanese.

Un fatto “sconvolgente” gli spari in Tribunale a Milano “che ci hanno indotto a sospendere il comitato sicurezza in corso”. Ad affermarlo il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni,uscendo dagli uffici della Prefettura. “È sconvolgente – insiste – e inconcepibile che uno possa entrare in Tribunale con un’arma, che una persona qualunque riesca ad entrare con una pistola”. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha lasciato la Prefettura per andare in tribunale dopo i tragici fatti di stamani. “Vado in tribunale per vedere che cosa si può fare per fermare questa persona ed evitare che la tragedia diventi ancora più enorme”, ha detto Pisapia lasciando il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza in vista di Expo. Il comitato sarà probabilmente aggiornato nel pomeriggio.