Flavio Dobran, docente della New York University, prevede che l’Etna e il Vesuvio saranno protagonisti di eruzioni catastrofiche, potenti come esplosioni: ”All’improvviso il Vesuvio che sonnecchia dal 1944, esploderà con una potenza mai vista. Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere. Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo e una temperatura di 1000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani. Certo non sarà tra due settimane, però sappiamo con certezza che il momento del grande botto ci sarà sia per l’Etna che per il Vesuvio, anche se è su quest’ultimo che i nostri test si sono soffermati con particolare attenzione”.

Il docente Paolo Gasparini a sua volta si esprime così: “il vulcano è un cono edificato dai prodotti eterogenei delle eruzioni, poggiato su un basamento di calcare che inizia a 2-3 chilometri di profondità non si vedono altre sacche magmatiche sopra il bacino, cioè sopra i 10 km”.

Dobran ha progettato un simulatore vulcanico globale: “Abbiamo cercato di riprodurre al computer l’eruzione del 79 e il simulatore vulcanico globale, dopo aver analizzato i dati, ha disegnato uno scenario infernale: appena 20 secondi dopo l’esplosione il fungo di gas e ceneri incandescenti ha già raggiunto i 3 mila metri di altezza, da dove collassa lungo i fianchi del cono. Un minuto dopo, la valanga ardente si trova già a due chilometri dal cratere. In tre minuti ha già raggiunto Ottaviano, Somma Vesuviana e Boscoreale. In quattro minuti sono spacciate Torre del Greco ed Ercolano. Sessanta secondi dopo è la volta di Torre Annunziata”.

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Sul fatto che tutto questo dovrà succedere, sono d’accordo tutti gli esperti. Infatti l’anno scorso, il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Marcello Martini, ha dichiarato che il vulcano darà molti segnali che faranno capire agli esperti che sta per eruttare con netto anticipo, non giorni ma settimane, mesi e forse addirittura uno/due anni. Questa è l’unica consolazione.

 

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